Questo lunedì Google ha presentato il suo ultimo lavoro: si tratta di un web browser e si chiama Chrome, intende farsi largo tra i vari Internet Explorer e Firefox grazie a delle trovate interessanti volte a migliorare la navigazione di tutti i giorni, oltre che per le proverbiali caratteristiche di semplicità, velocità e pulizia che contraddistinguono tutti i prodotti di BigG. E' un software open source basato su Webkit, lo stesso motore di Safari e di diverse altre applicazioni affini, e per il momento è in versione beta disponibile solo agli utenti di Windows Xp e Vista. Più stabilità, più sicurezza, più velocità sono le promesse di Chrome.
Le novità di Chrome cominciano con la pagina iniziale, una pagina che si carica più in fretta anche di google.it perché contiene informazioni che già risiedono sul pc, ma anche utile perché mostra una miniatura dei nove siti più visitati, i preferiti aggiunti di recente, le schede chiuse di recente e una barra per le ricerche col nostro motore preferito, qualunque esso sia. Ma questo è niente... la vera grandezza di Chrome, a detta degli sviluppatori, non è ben visibile a prima vista. Il nuovo browser usa un modo innovativo, più efficiente di gestire le schede (tab) e i processi. Firefox e compari sono processi detti single-threaded, questo significa che il browser è un solo processo e gestisce in serie tutte le schede aperte ed ogni lavoro ad esse relativo. Questo può comportare diversi problemi, soprattutto nell'esecuzione di pagine con applicazioni web, javascript eccetera dove, in caso di problemi nel codice o errori di memoria, il browser è tenuto ad aspettare che la situazione si risolva prima di potersi occupare di qualsiasi altra scheda, e se una di queste crasha, tutto il processo, e quindi il browser con tutte le sue pagine aperte, viene chiuso. Google Chrome avvia un nuovo processo per ogni nuova scheda, ognuno con le sue allocazioni di memoria e le grane da gestire, è il principio sul quale funzionano i moderni sistemi operativi e comporta innumerevoli vantaggi. Una scheda che crasha o va in stallo non metterà a repentaglio la stabilità di tutte le altre pagine aperte, sia che la si voglia chiudere o che si voglia tentare di risolvere il problema. Inoltre questo sistema, nonostante richieda più memoria da subito, permette un risparmio di risorse sul tempo, grazie alla gestione più efficiente della memoria. A tal proposito, Chrome introduce anche un task manager per il browser che permette di tenere sotto controllo lo stato e il consumo di memoria di ogni scheda e persino di ogni plug-in.

Ma c'è anche di meglio. Google ha ritenuto così importante lo sviluppo di una nuova virtual machine per Javascript da farla creare, appositamente per Chrome, da un team esterno. Il nuovo nato si chiama V8 ed è un motore Javascript che è già risultato essere più veloce, e neanche di poco, di Internet Explorer 7, Internet Explorer 8, Firefox, Opera e Safari. Eccellente è dire poco.
Nuova anche la barra degli indirizzi, che nei fatti non è più tale ma a tutti gli effetti un campo di ricerca, tanto da essere stata ribattezzata Ominibox dal team di sviluppo. Carattere dopo carattere la omnibox ci suggerirà le pagine che abbiamo visitato di più, le pagine più visitate secondo le statistiche di Google e cercherà persino le parole che stiamo scrivendo nel testo delle pagine visitate di recente, così se vogliamo tornare su un sito ma non ne ricordiamo l'url o il nome, potremo tornarci facilmente semplicemente scrivendo in omnibox qual'era l'argomento che ci interessava. Una cosa che, con un po' di abitudine, credo possa risultare utilissima.
Chrome inoltre aggiunge la possiiblità della navigazione in incognito, già vista in Apple Safari e Internet Explorer 8. E' una modalità di navigazione detta di sola lettura: mentre navighiamo in incognito avremo accesso a tutte le nostre solite informazioni, ma una volta chiusa la scheda non rimarrà traccia delle pagine visitate nella cronologia di navigazione e tutti i cookie di quella sessione saranno cancellati. Si continua con la sicurezza: una migliorata gestione dei permessi di ogni processo e l'uso di blacklist - e nessuno può averle aggiornate più di Google - aiuterà a difendersi da malware e phishing. Poi si parla di una più intelligente gestione degli odiati pop-up, che non sono bloccati ma semplicemente riposizionati in modo da poter essere richiamati velocemente se necessario. Eggià perché talvolta anche quelli possono servire. E così via passando per l'interfaccia grafica essenziale ed efficiente promessa da Mountain View.

Più che buone quindi le premesse di Google Chrome, ed ha solo un paio di giorni di vita. Probabilmente è presto per gridare alla svolta ma sembra qualcosa che potrà fare solo bene al web moderno, non fosse altro per la natura completamente open source del progetto. E' stata mossa qualche critica, in giro per la rete, sulla licenza di Chrome e del relativo trattamento dei dati gestiti dal browser. Sembrerebbe che l'EULA in questione permetta a Google di usare come meglio crede, tanto per farla breve, ogni informazione veicolata attraverso Chrome. Purché interpretabili, soprattutto agli occhi di qualcuno che, come me, non è bravo con le beghe burocratiche, questi termini non suonavano molto bene. Tuttavia è delle ultime ore la notizia che Rebecca Ward, Senior Product Counsel di Chrome ha ammesso di aver riciclato parte del TOS (Terms Of Service) del loro nuovo browser da un altro prodotto di Google e che, purtroppo, il contratto di licenza originale non si è dimostrato perfettamente adatto a quello che dovrebbe avere un software di questo genere. Pare che la faccenda sarà corretta molto presto e questo avrà effetto retroattivo per coloro che hanno già scaricato Chrome.
Microsoft e Mozilla non si sono dimostrati preoccupati del nuovo venuto. "Chrome non sarà in competizione con Firefox e non incrinerà il buon rapporto tra Mozilla e Google" dicono i tipi di Firefox, forse hanno ragione ma sarà da vedere. Microsoft poi non si preoccupa, bella forza: distribuendo Internet Explorer con Windows si assicura l'enorme fetta di persone che non ha neanche voglia di cambiare web browser. Anche se immagino sappiano che non è il caso di sottovalutare un nome stimato e popolare come Google.
La beta di Chrome è scaricabile a questo indirizzo.



